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è una variante del Ramino, o
per meglio dire una sua derivazione, ma ormai viene considerata
un gioco a sé stante e come tale ha pressoché soppiantato in
molti ambienti quello originario in virtù di quelle emozioni in
più che fornisce e del maggiore impegno che richiede.
Più ancora del Ramino, infatti,
è importante fare attenzione alle carte che via via gli
avversari scartano per cercare di intuire quali costruzioni essi
stanno creando e soprattutto per evitare di fornire attraverso i
propri scarti una carta utile all'avversario vicino.
Differenze dal Ramino
Tenendo per base quanto si è
genericamente detto a proposito del Ramino, è importante sapere
che, a meno di una "chiusura di mano", cioè con tutte
le carte disposte in combinazioni, nella scala quaranta ha
un'importanza determinante l'"apertura", cioè
quell'operazione con cui si pongono sul tavolo le combinazioni
che si sono già costruite: il valore complessivo di tutte le
carte di tale combinazione deve essere almeno di 40,
diversamente, pur con varie combinazioni in mano, l'apertura è
possibile.
A tali effetti il valore delle
carte è come nel Ramino, cioè le figure valgono 10 punti, le
altre carte il loro valore facciale e il jolly quanto la carta
cui prende il posto. Per quanto riguarda l'Asso, invece, esso in
scala con il 2 e il 3 vale 1; in scala dopo il Q e il K vale 10,
mentre nel tris vale 11. Un tris d'Assi avrà così un valore di
33.
Sempre a proposito dell'apertura
e delle regole particolari della Scala Quaranta, è
importantissima quella norma che vieta di prendere le carte
scartate dagli avversari a chi non ha ancora aperto.
Molti rischiano a procrastinare
a lungo l'apertura, pur disponendo di combinazioni che la
consentano, per tentare la chiusura di mano, ma è facile capire
che ciò non sempre è utile perché limita le possibilità del
gioco e i suoi sbocchi.
Del resto non è nemmeno
consigliabile aprire precipitosamente, perché così facendo,
come vedremo, si offre agli avversari la possibilità di
sbarazzarsi, legandole con le combinazioni in banco, delle loro
carte non combinate.
Insomma, è vero che la chiusura
di mano, come diremo, rende il doppio, ma è anche vero che
rifiutarsi di aprire (naturalmente avendone la possibilità)
quando gli altri hanno già aperto può riservare brutte
sorprese.
Infatti, a differenza del
Ramino, al momento della chiusura si pagano tutte le carte che si
hanno in mano, tanto quelle combinate che quelle che fanno parte
delle combinazioni. è quindi facile trovarsi, anche dopo una
sola mano, oltre i 101 punti.
Come si gioca
Il numero ideale di giocatori è
di 4-5, ma ci si può divertire anche in 2 o 3. Si gioca con due
mazzi da 52 carte e 4 jolly. A ogni giocatore il mazziere
distribuisce in senso orario (ma anche in seguendo, come fanno
molti, il senso antiorario, sia nella distribuzione che nel gioco
non cambia assolutamente nulla) 13 carte, una alla volta, a
ognuno dei giocatori; accanto viene messa una carta scoperta.
Tocca giocare per primo a chi
sta alla sinistra del mazziere (se si è convenuto di seguire il
senso orario); egli pesca la prima carta coperta del mazzo e
successivamente, fra le 14 carte che si trova in mano, scarta
quella che meno gli serve agli effetti delle combinazioni che
vuole costruire.
Si tenga presente che nel corso
del gioco è vietato scartare carte che leghino con combinazioni
proprie o degli avversari che si trovano già sul tavolo.
Si potrà anche prendere la
carta scoperta, ma solo a patto che si abbia già in mano
combinazioni per almeno 40 punti o che si possa realizzarle con
la stessa carta che si prende. Nel qual caso prima di scartare si
mettono sul tavolo le combinazioni che giustifichino l'apertura.
Tocca poi al giocatore di
sinistra, il quale, rispettando le regole citate, potrà a sua
volta o prendere la carta scartata o pescare la prima carta
coperta dal mazzo. E così via.
Quando un giocatore ha già
aperto e ci sono sul tavolo anche le combinazioni di altri
giocatori che pure hanno aperto, allorché è il suo turno può,
prima di scartare, mettere sul tavolo altre combinazioni che nel
frattempo avesse costruito, o legare una o più delle sue carte
(quelle cioè che si prestino e che egli ritenga opportuno) con
le combinazioni sue o degli avversari già sul tavolo.
Inoltre, se tra le combinazioni
sul tavolo c'è un jolly ed egli è in possesso di quella carta
di cui il jolly fa le veci, può metterla al posto del jolly e
appropriarsi dello stesso.
Chiude quel giocatore che per
primo mette sul tavolo tutte le sue carte combinate o legandole a
combinazioni che già ci sono.
Il punteggio
La partita si gioca a 101 punti,
con la possibilità di rientro come nel Ramino.
Si pagano tutte le carte,
combinate o no, che al momento della chiusura si hanno ancora in
mano, tenendo presente che l'Asso vale in ogni caso 11 punti, a
meno che non sia l'unica carta rimasta in mano: allora vale 1. Se
un giocatore chiude di mano, cioè riesce a mettere sul tavolo
tutte le sue carte nel momento stesso in cui apre, tutti gli
altri pagano doppio. Al proposito, per concludere, si ricorda che
in questo caso non è necessario che la somma delle carte delle
combinazioni sia di 40 punti.
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