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La parola ghetto è utilizzata a partire dall'inizio del sedicesimo secolo e deriva dal veneziano "ghèto", che significava fonderia (il luogo dove si "gettava" il metallo). Infatti il termine in un primo tempo designava il quartiere delle fonderie a Venezia, che era quello dove si erano stabiliti gli ebrei. In seguito con la stessa parola sarebbero stati indicati i quartieri abitati, più o meno coattivamente, dagli ebrei.
Il principio del ghetto è però di gran lunga anteriore alla coniazione del termine.
Infatti già nel I secolo avanti Cristo i romani praticavano la segregazione razziale separando gli ebrei dal resto della popolazione.
Il Medio Evo, dal canto suo, convalidò questo stato di fatto e accentuò ulteriormente la discriminazione relegando gli ebrei ai mestieri della finanza, che all'epoca erano considerati degradanti.
Sebbene la segregazione degli ebrei sia stata abolita al tempo della Rivoluzione francese, i nazisti, ricrearono un ghetto a Varsavia dove fecero confluire mezzo milione di Ebrei, poi deportati nei campi di concentramento.
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