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Dopo la morte dei Gracchi le lotte tra i ricchi e i poveri continuarono: la città si divise ben presto in due partiti: il democratico, cioé del popolo, e l'aristocratico, cioé dei nobili e dei ricchi.
Il primo ebbe per capo Caio MArio, un uomo venuto dal popolo, di grande valore militare. Egli combatté contro Giugurta, re della Numidia.
Inviato contro i Cimbri e i Teutoni, barbari del Nord che minacciavano le frontiere, li sconfisse in due grandi battaglie (Aix en Provence e Vercelli).
Mario chiese poi che gli fosse affidato il comando della guerra contro Mitridate, re del Ponto.
Il Senato gli preferì Silla, un aristocratico, e così scoppiò la guerra civile.
I seguaci di Mario, approfittando della lontananza di Silla, si impadronirono di ROma e perseguitarono gli aristocratici. Silla, rientrato vincitore di Mitridate, fece perire con numerose uccisioni i partigiani di Mario.
Nominato dittatore, ristabilì l'autorità del Senato.
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