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Con Commodo, figlio di Marco Aurelio, cominciò la decadenza dell'Impero Romano: i popoli barbari divennero sempre più numerosi e aggressivi e le legioni indisciplinate, con conseguente spopolamento ed impoverimento dell'Impero.
Degli imperatori di questo periodo sono da ricordare Settimo Severo, principe energico e decisco che guerreggiò contro i Parti, in Britannia, e Caracalla che diede la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell'Impero (212 d.C.).
Per circa 30 anni poi l'impero fu sconvolto da sedizioni militari ed invasione di barbari, finché Diocleziano non trasformò lo Stato con nuove riforme, dandogli nuovo vigore.
Egli pose l'impero sotto il comando di quattro uomini, due augusti (Diocleziano e Massimiano) e due cesari.
Uno dei suoi successori, Costantino, si disfece dei colleghi e regnò da solo.
Egli trasferì la Capitale da Roma a Bisanzio (Costantinopoli).
Con l'editto di Milano 313 d.C.) fece del Cristianesimo una religione tollerata dallo Stato.
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