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Allo scoppio della seconda guerra mondiale (1 settembre 1939) l'Italia, anche
per la sua impreparazione militare, fu costretta a rimanere estranea al
conflitto. Tuttavia le fulminee vittorie di Hitler indussero, dopo meno di un
anno, Mussolini a dichiarare guerra alla Francia e all'Inghilterra (10 giugno
1940).
L'ostilita' degli Italiani di fronte alla guerra e l'insufficiente e arretrato
armamento dell'esercito si tradussero in una serie di gravi sconfitte (Grecia,
inverno 1940-41; Africa settentrionale, ottobre 1942-maggio 1943; ritirata di
Russia, inverno 1942-1943), che minarono profondamente all'interno del paese il
prestigio del regime, scosso ulteriormente dai grandi scioperi del marzo 1943.
Lo sbarco alleato in Sicilia (10 luglio 1943), che porto' il conflitto sul
suolo italiano, determino' il crollo di Mussolini (seduta del Gran Consiglio,
25 luglio; arresto, 26 luglio). Il nuovo governo, presieduto da Pietro
Badoglio, condusse una politica di doppio gioco all'esterno, continuando la
guerra a fianco dei tedeschi e contemporaneamente trattando in segreto
l'armistizio con gli alleati. Dopo l'annuncio dell'armistizio (8 settembre
'43), lo sbandamento dell'esercito, lasciato senza direttive, e la rinuncia a
organizzare una difesa nazionale contro i Tedeschi da parte del re e di
Badoglio, che si rifugiarono a Brindisi presso gli Alleati, permisero ai
Tedeschi di assumere il controllo di gran parte della penisola e di riportare
al potere Mussolini, il quale fu posto a capo della Repubblica Sociale
Italiana, formatasi nel nord d'Italia, totalmente asservita agli interessi
nazisti.
La Resistenza
Mentre all'estero molti reparti dell'esercito si rifiutavano di arrendersi ai
Tedeschi e passavano nelle file della Resistenza dei paesi occupati, in Italia
in tutto il territorio occupato dai nazifascisti si sviluppo' la resistenza
contro i tedeschi e i loro complici italiani.
La direzione politica della Resistenza fu assicurata dal Comitato di
Liberazione Nazionale, cui facevano capo i sei partiti antifascisti, mentre le
formazioni partigiane armate furono riunite nel Corpo Volontari della Liberta'.
Le truppe alleate intanto, dopo la liberazione di Napoli (settembre '43) e di
Roma (giugno '44), spingevano l'offensiva nell'Italia centrale, giungendo a
Firenze, che gia' era stata liberata dai partigiani (agosto '44), e
attestandosi sull'Appennino tosco-emiliano, dove i Tedeschi avevano organizzato
l'ultima resistenza (linea gotica). Nel Nord, in concomitanza con l'offensiva
alleata, anche le formazioni partigiane passavano all'attacco, giungendo a
liberare vaste zone (Repubbliche di Alba, Montefiorino, Val d'Ossola e Carnia),
che tuttavia nell'autunno '44 venivano rioccupate dai nazifascisti.
Nel frattempo si era costituito a Roma, in sostituzione del governo Badoglio,
un governo con a capo Ivanoe Bonomi, gia' presidente del CLN. Nella primavera
del '45 gli alleati sfondavano la linea gotica e irruppero nella pianura
padana, mentre il CLN dell'Alta Italia dava l'ordine dell'insurrezione generale
in tutta l'Italia settentrionale: i patrioti delle citta' e le formazioni
partigiane delle montagne, liberate le principali citta' prima ancora
dell'arrivo degli alleati, costrinsero alla resa i nazifascisti.
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