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Il primo dopoguerra
Livello Superiore
Il primo decennio del dopoguerra fu dominato dal problema delle gravosissime riparazioni imposte alla Germania e dall'opera della SOCIETA' DELLE NAZIONI, sorta per iniziativa del presidente degli Stati Uniti, Wilson, allo scopo di escludere per il futuro il ricorso alla guerra. Ma gli stessi Stati Uniti, una volta caduto Wilson, si rifiutarono di entrare nella Societa' delle Nazioni che si dimostro' ben presto inadeguata al suo compito. L'Inghilterra, perduta le supremazia mondiale, all'interno assistette all'affermazione del partito Laburista come grande partito di opposizione; all'esterno dovette affrontare i problemi creati dai movimenti per l'indipendenza nazionale sorti nelle colonie e nei dominions. In Francia rimasero al governo i conservatori nonostante i socialisti vedessero aumentato il numero dei loro deputati in Parlamento. In Germania, la repubblica di Weimar dovette affrontare un drammatico dopoguerra; la crisi finanziaria (crollo del marco), la miseria, la terribile disoccupazione favorirono da un lato i tentativi rivoluzionari delle forze di sinistra, dall'altro l'avanzata dei nazionalisti che non si rassegnavano alla sconfitta.
Nel Medio Oriente la Turchia, sorta dallo smembramento dell'impero ottomano, trovo' in Ataturk un uomo capace di dare un volto moderno al paese. Iraq e Palestina divennero mandati dell'Inghilterra, Libano e Siria mandati francesi. L'Egitto ottenne nel 1922 l'indipendenza.

Il dopoguerra in Italia e l'avvento del fascismo
In Italia il primo dopoguerra fu segnato da una profonda crisi sociale ed economica. Il governo Nitti, stretto fra l'opposizione di destra e di sinistra e incapace di risolvere la questione di Fiume (occupata da D'Annunzio nel 1919), fu costretto a dimettersi. Giolitti risolse il problema fiumano (trattato di Rapallo, 1920), ma la sua neutralita' nei confronti dei socialisti e dei fascisti servi' soltanto a incoraggiare le violenze di questi ultimi. Della crisi approfitto' Mussolini, capo del partito Fascista, il quale conquisto' il potere con un colpo di mano (marcia su Roma, 1922). Incaricato dal re di formare il governo, egli riusci' a stroncare ogni opposizione. L'assassinio del deputato socialista Matteotti nel 1924 sembro' scuotere il paese e mettere in forse il governo fascista; Mussolini pero' riusci' a mantenere il potere e a instaurare la dittatura abolendo tutte le liberta' costituzionali.

Verso la seconda guerra mondiale
Nel 1929 una grave crisi economica colpi' gli Stati Uniti. Solo una profonda trasformazione della politica economica (New Deal), attuata dal nuovo presidente F. D. Roosevelt, pote' sanare la situazione.
La crisi americana ebbe drammatiche conseguenze in Europa. In Germania la disoccupazione e lo scontento determinato dalle clausole della pace favorirono l'avvento al potere del Partito Nazista guidato da A. Hitler, il quale all'interno instauro' un regime tirannico e razzista, e all'esterno condusse una politica aggressiva ed espansionistica.
In Italia il fascismo, che si appoggiava sulla grande borghesia industriale e terriera, cerco' di proteggerne i privilegi. Abolita ogni liberta' di pensiero, di stampa e di associazione, tutti gli organi dello Stato furono fascistizzati. Al fine di dare ai giovani un'educazione fascista e militaresca, furono create nuove organizzazioni. Notevole successo rappresento' per il regime il concordato con la Santa Sede (patti lateranensi, 1929).
In politica estera Mussolini, che in un primo tempo aveva seguito una linea prudente, si lancio' in una guerra di prestigio con la conquista dell'Etiopia (1935-36). L'opposizione al fascismo, ridotta alla clandestinita' in Italia, pote' esprimersi apertamente solo all'estero, dove erano emigrati i principali esponenti dei partiti politici antifascisti.
In Spagna, l'appoggio di Hitler e di Mussolini permise alle forze reazionarie, ribellatesi al governo repubblicano, di instaurare, dopo una sanguinosa guerra civile (1936-39), la dittatura del generale Franco.
Di fronte all'ormai aperta politica aggressiva delle potenze fasciste (annessione dell'Austria da parte della Germania, 1938), Francia e Inghilterra non seppero reagire con fermezza. Mentre Germania e Italia consolidavano la loro alleanza (Asse Roma-Berlino, 1936; Patto d'acciaio, 1939), Inghilterra e Francia, pur di scongiurare la guerra, permisero (Patto di Monaco, 1938) che Hitler smembrasse e occupasse la Cecoslovacchia (1939) e che l'Italia annettesse l'Albania (1939).
Di fronte alle ulteriori pretese, avanzate da Hitler sulla Polonia, le potenze occidentali irrigidirono il loro atteggiamento: le garanzie da esse offerte alla Polonia e il patto di non aggressione russo-tedesco furono le premesse della seconda guerra mondiale.
Anche in estremo oriente la situazione precipitava verso un conflitto generale. La Cina, dove era in corso una guerra civile fra le forze nazionaliste del Kuomintang e i comunisti guidati da Mao Tse-Tung, fu invasa nel 1937 dal Giappone, che nel 1940 stipulo' un patto tripartito con Germania e Italia.
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