Il primo quindicennio del XX secolo fu un periodo di progresso industriale.
Esso nascondeva tuttavia, sia sul piano delle rivendicazioni nazionalistiche,
sia su quello delle istanze sociali, notevoli contraddizioni.
I due blocchi in cui erano divise le maggiori potenze europee, la Triplice
Alleanza e la Triplice Intesa, erano al loro interno lacerate da contrasti.
L'elemento di maggior attrito per la pace era costituito dalla rivalita' tra
Germania e Francia. La situazione tra i due paesi fu peggiorata dagli
atteggiamenti intimidatori di Guglielmo II, soprattutto in occasione del
tentativo francese di assicurarsi il protettorato sul Marocco. Nel 1905 e nel
1911, le due nazioni europee furono vicine allo scontro, ma grazie
all'intervento delle diplomazie europee la tragedia fu evitata. La Francia
ottenne il protettorato sul Marocco e diede in cambio alla Germania una parte
del Congo.
Altra zona estremamente delicata erano i Balcani, dove i popoli slavi
sottomessi all'Austria aspiravano all'indipendenza e chiedevano l'appoggio
della Russia, il maggiore Stato slavo, tradizionalmente interessata a inserirsi
nei Balcani.
Quando nel 1908 l'Austria decise di annettere la Bosnia e l'Erzegovina, molte
nazioni europee protestarono ma senza risultato. La tensione esplose in
occasione della guerra italo-turca per il possesso della Libia e la Turchia
perse nella prima guerra balcanica quasi tutti i possedimenti europei. La
spartizione di questi territori porto' alla seconda guerra balcanica: la
Bulgaria, sostenuta diplomaticamente dall'Austria, fu sconfitta dalla Serbia,
forte dell'appoggio della Russia, e dovette cedere numerosi territori.
L'Austria, uscita cosi' sconfitta, attendeva l'occasione di rifarsi contro i
Serbi e da questo contrasto doveva nascere la scintilla della prima guerra
mondiale.
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