Lo sviluppo tecnico e industriale degli ultimi trent'anni del secolo scorso,
tra i piu' ricchi di invenzioni e innovazioni nela storia d'Europa, creo' una
condizione d'euforico ottimismo per le capacita' umane e trasformo' non solo
l'aspetto ma lo stesso spirito della societa' europea.
Nacquero in questi anni quelle che in parte restano ancor oggi le piu' grandi
industrie e si affermo' sempre piu' l'importanza delle banche. Le potenze
europee nell'affannosa ricerca di materie prime e di nuovi mercati fecero a
gara nell'impadronirsi dei territori d'Africa e d'Asia.
Un progresso cosi' eccezionale in campo economico non poteva non trasformare le
stesse strutture della societa': sorsero in questo periodo nei paesi
industrializzati le grandi organizzazioni politiche e sindacali di massa, le
cui rivendicazioni attrassero sempre piu' l'attenzione dei governi. L'uomo che,
con il suo pensiero e la sua azione, fece coscienti le masse lavoratrici della
loro forza e degli obiettivi che dovevano raggiungere fu Karl Marx, il quale
cerco' di spiegare scientificamente le leggi che regolano lo sviluppo della
societa'. Secondo Marx, la storia e' soprattutto lotta tra le diverse classi
sociali; dopo il predominio dell'aristocrazia feudale e della borghesia, il
proletariato instaurera' un nuovo ordinamento della societa': in esso, abolita
la proprieta' privata dei mezzi di produzione e lo sfruttamento, sara'
finalmente realizzata la giustizia sociale.
La diffusione del pensiero di Marx tra le masse lavoratrici diede ben presto
nuova forza e nuovo slancio alla loro azione.
I grandi mutamenti in campo economico e sociale trasformarono intanto le idee
e crearono nuove correnti di pensiero (positivismo), che a loro volta
determinarono importantissime scoperte di alto valore scientifico.
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