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Lo sviluppo economico europeo e la questione sociale
Livello Superiore
Durante gli ultimi decenni del XVIII secolo e la prima meta' del XIX ebbe luogo la cosiddetta "rivoluzione industriale", provocata dall'impiego di nuove fonti di energia, dall'invenzione delle prime macchine industriali e, conseguentemente, dalla radicale trasformazione dei metodi di produzione.
Iniziata in Inghilterra, per molteplici ragioni di cui la piu' importante fu il fortissimo incremento demografico e quindi l'accresciuta domanda di beni di consumo, questa rivoluzione era destinata a sconvolgere, nel campo economico e sociale, tutte le vecchie abitudini, a modificare i rapporti tra imprenditori e lavoratori. Le prime ad affermarsi furono le industrie tessili, ma in seguito, a causa della crescente richiesta di macchinari, importantissima divenne l'industria meccanica e siderurgica; l'industria estrattiva ebbe di conseguenza un enorme incremento. Le nuove macchine rivoluzionarono anche il campo dei mezzi di trasporto: nel 1807 lo statunitense Fulton costrui' la prima imbarcazione a vapore; nel 1814 l'inglese Stephenson applico' la macchina a vapore a una locomotiva. Contrariamente a quanto succedeva in Inghilterra, in Italia l'agricoltura rimase l'attivita' prevalente, mentre assai meno favorita fu l'industria, fatta eccezione per quella tessile del nord.
In Inghilterra e poi in tutta Europa la rivoluzione industriale ebbe gravi ripercussioni sociali; i progressi dell'agricoltura e l'aumento demografico provocarono una forte emigrazione verso i nuovi centri industriali. Questi lavoratori, che per l'eccesso di manodopera vivevano nella paura della disoccupazione ed erano costretti ad accettare inumane condizioni di lavoro, costituirono una nuova classe sociale cui fu dato il nome di proletariato. Fin dai primi decenni dell'800, fremiti di ribellione cominciarono a scuotere le masse operaie e la "questione sociale" si impose in tutta la sua gravita'. Agli sforzi del proletariato di organizzarsi per difendere i loro diritti vennero incontro i primi assertori del socialismo. In Inghilterra, Robert Owen introdusse per primo nelle sue fabbriche innovazioni igieniche e sanitarie e mise in atto importanti esperimenti di collaborazione tra padroni e operai; alla sua azione sociale fece riscontro sul piano politico il "movimento cartista". In Francia Saint-Simon e Proudhon elaborarono teorie per una diversa organizzazione della societa'. Karl Marx contrappose a questo socialismo, che egli giudicava utopistico, il proprio socialismo scientifico, pubblicando insieme a Friedrich Engels il MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA.
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