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La restaurazione e i primi moti per la liberta'
Livello Superiore
Le idee della rivoluzione francese, soprattutto il concetto di patria e di nazione, che le armate napoleoniche avevano diffuso in tutta Europa, non furono spazzate via dalla caduta di Napoleone e dalla vittoria dei sovrani legittimi. Di cio' non tenne conto il congresso riunito a Vienna dal novembre 1814 al giugno 1815, al quale parteciparono monarchi e ministri di tutti gli Stati europei, con l'intento di dare all'Europa uno stabile assetto. Tale assetto si baso' su tre principi fondamentali, imposti dalle grandi potenze vincitrici, Inghilterra, Austria, Russia e Prussia: la LEGITTIMITA', per cui ai sovrani spodestati dalla rivoluzione o da Napoleone veniva restituito il trono che legittimamente occupavano prima del 1789; il RAFFORZAMENTO degli Stati confinanti con la Francia; l'EQUILIBRIO fra le grandi potenze europee. Che la sistemazione cosi' data all'Europa, ignorando le aspirazioni dei popoli all'indipendenza e alla liberta', fosse tutt'altro che stabile, lo avvertirono le tre potenze maggiormente interessate al mantenimento dell'ordine del continente. Infatti, subito dopo la conclusione del congresso di Vienna, Russia, Austria e Prussia strinsero (settembre 1815) la cosiddetta Santa Alleanza, che si rivelo' un formidabile strumento di repressione quando, di li' a poco, scoppiarono in varie parti d'Europa i primi moti rivoluzionari.


Con la restaurazione delle monarchie assolute, si vollero annullati i principi affermati dalla rivoluzione americana e francese. Ma l'idea di uno Stato costituzionale, fondato, cioe', non sull'arbitrio del sovrano ma su una costituzione che garantisse la liberta' e l'uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge, era ormai sentita come una concreta esigenza da molti del ceto intellettuale borghese. In grande maggioranza borghesi furono infatti i LIBERALI cioe' coloro che si battevano per i diritti dell'uomo e la costituzione e, nei paesi soggetti allo straniero, per l'indipendenza nazionale. Lo strumento di cui i liberali si servirono per lottare contro l'assolutismo e la repressione dei governi furono le societa' segrete. In Italia la societa' segreta piu' potente e diffusa fu la Carboneria.
Fra il 1820 e il 1822 vari paesi d'Europa, cioe' Spagna, Portogallo, regno di Napoli, Piemonte, furono teatro di moti insurrezionali che avevano come scopo l'ottenimento di una costituzione. Tranne che in Piemonte, dove la rivolta fu subito domata con l'aiuto degli Austriaci, altrove gli insorti riuscirono dapprima a ottenere la promulgazione di costituzioni liberali. Tuttavia, di fronte al pericolo le potenze della Santa Alleanza decisero nel corso di ripetuti convegni, a Troppau, Lubiana e Verona, di intervenire con la forza dele armi. La Francia, desiderosa di estendere la sua influenza sulla Spagna e sulle colonie spagnole, si incarico' di riportare l'ordine nella penisola Iberica. All'Austria, che era gia' intervenuta in Piemonte e che aveva messo in atto nel Lombardo-Veneto misure repressive di cui furono vittime patrioti come Pellico, Maroncelli, Confalonieri e altri, fu affidato il compito di schiacciare il governo costituzionale di Napoli, indebolito dai moti separatisti siciliani, e di restituire il potere assoluto a Ferdinando I. L'insurrezione spagnola ebbe due conseguenze importanti: la rivolta delle colonie sudamericane, che diedero vita a 15 repubbliche indipendenti, e la dichiarazione di Monroe ("L'America agli Americani") destinata a scoraggiare eventuali aspirazioni della Francia o di altre potenze europee sull'America latina.

La politica di equilibrio che aveva in gran parte ispirato il congresso di Vienna fu messa alla prova nel 1821 quando, sulla scia dei moti rivoluzionari della Spagna, di Napoli e del Piemonte, si accesero in Grecia numerosi focolai di rivolta contro la dominazione turca. L'impero ottomano si estendeva sull'Africa settentrionale, il Medio Oriente, l'Anatolia e i Balcani; di fatto la sua autorita' era molto debole e divisa fra i vari pascia' (o vicere') e principi locali. Le grandi potenze (Austria, Russia, Gran Bretagna, Francia) ambivano a raccogliere l'eredita' dell'impero ottomano, ma ciascuna voleva impedire che le altre ricavassero dallo sfacelo di quest'ultimo vantaggi eccessivi.
Percio', mentre gli ambienti liberali di tutta Europa appoggiavano generosamente gli insorti greci, i governi delle grandi potenze mantenevano un cauto atteggiamento e si studiavano a vicenda.
Nel 1827 il caso venne in aiuto dei Greci che avevano duramente lottato per la liberta': la battaglia di Navarino, ingaggiata per cause fortuite e conclusasi con la distruzione della flotta ottomana, sanci' praticamente l'indipendenza della Grecia.
La catena di reazioni contro i regimi assolutisti registro' un altro episodio in Francia, nel luglio 1830, quando la borghesia liberale parigina, esasperata dalla politica oppressiva di Carlo X, suscito' una rivolta che si concluse con la fuga del re. Il trono fu offerto a un nobile di idee progressiste, Luigi Filippo d'Orleans, il quale si affretto' a concedere una costituzione liberale. L'avvento al trono di Luigi Filippo suscito' fra i liberali di tutta Europa speranze, purtroppo eccessive, che sfociarono in due episodi. Nel 1830 i belgi si sollevarono contro l'unione con gli Olandesi, cui li aveva costretti il congresso di Vienna. Francia e Gran Bretagna, che avevano interesse a indebolire il regno dei Paesi Bassi, appoggiarono i belgi, bloccando un progetto di intervento repressivo della Santa Alleanza. Piu' sfortunati furono i Polacchi e i Modenesi. I primi, sollevatisi a Varsavia contro la dominazione zarista, non ricevettero alcun aiuto esterno e la loro rivolta fu soffocata dai Russi. I secondi insorsero nel 1831 confidando nell'aiuto di Luigi Filippo. La ribellione si estese subito ad altre citta' dell'Emilia, ma l'intervento francese non ci fu, e l'insurrezione fu, ancora una volta, domata dagli Austriaci.
Le idee liberali, tanto dibattute in Europa in questo periodo, ebbero un riflesso, ma pacifico e forse piu' costruttivo che altrove in Gran Bretagna. Il partito della borghesia liberale (gli whig), andato al potere, introdusse importanti riforme, come quella elettorale, che piu' tardi sarebbero state un punto di riferimento per le democrazie del continente.
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