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Il Sacro Romano Impero, il Feudalesimo
Livello Superiore
Tra il V e il IV secolo le tribu' germaniche dei Franchi, stanziate in Gallia, formarono un regno forte e unito sotto il re Clodoveo e abbracciarono il cattolicesimo. Sotto i deboli discendenti di Clodoveo il potere cadde in mano ai "maggiordomi", amministratori dei beni reali, finche' uno di costoro, Pipino il Breve, s'impossesso' del regno dei Franchi, rovesciando nel 751 l'ultimo re merovingio.
In Italia, frattanto, i Longobardi premevano per la conquista dell'intera penisola, in parte ancora in mano ai bizantini: contro di loro il Papato chiese l'aiuto dei Franchi e Pipino li sconfisse in due vittoriose spedizioni. Nel 768 sali' sul trono franco Carlo Magno. Chiamato in Italia in soccorso del papa sconfisse i Longobardi e fece prigioniero il loro re Desiderio; freno', con la creazione della Marca Spagnola, l'espansione araba in Spagna; sottomise i Sassoni e li converti' al cattolicesimo; infine sconfisse gli Avari e i Bavari, che occupavano la Baviera. Riuni' poi questi territori nel Sacro Romano Impero e fu incoronato imperatore dal papa nell'800. Carlo Magno amministro' saggiamente l'impero e diede incremento alla cultura e alle arti. Dopo la morte di Carlo (814), l'impero passo' al figlio di lui, Ludovico il Pio. Ma successivamente il complesso dei territori imperiali si disgrego' e nacquero da esso un impero e tre regni.

Dall'inizio del IX secolo in avanti, con il dissolversi dell'impero carolingio, si formo' una nuova organizzazione politica e sociale, il feudalesimo. Per assicurarsi l'aiuto dei signori, il re nominava suoi vassalli concedendo loro come feudi parte dei territori dello Stato. I vassalli a loro volta, nei propri territori, concedevano feudi ai valvassori e questi ai valvassini. Al di sotto di tutti stavano i pochi artigiani e la gran massa dei contadini, praticamente schiavi, la cui sorte era legata indissolubilmente al campo che lavoravano.
La proprieta' feudale era divisa in due parti, una del signore, nella quale i contadini lavoravano gratuitamente, ed un'altra, dalla quale i contadini stessi ricavavano di che vivere.
Per difendere se' e i propri beni, in questo periodo di insicurezza, i signori cominciarono a fortificare le loro dimore, trasformandole in castelli. Nel castello si rifugiavano anche i contadini, quando il pericolo di invasioni li minacciava. Nel castello, nei momenti di tranquillita', i signori conducevano una vita fastosa e raffinata.
Gli ideali nobili del Medioevo trovavano frattanto nella cavalleria la loro piu' compiuta espressione.

Fin dai tempi della sua fondazione, nell'impero carolingio s'era venuto rivelando il carattere dissolutore della gerarchia feudale. Tale fenomeno, agevolmente controllato dalla personalita' di Carlo Magno, s'era poi accentuato quando l'impero fu diviso in tre parti e ancor di piu' quando, poco dopo, i feudatari ottennero che i feudi fossero ereditari. A questa debolezza intrinseca dell'impero s'aggiungeva il grave pericolo costituito dalle incursioni degli Arabi e degli Ungari. Intanto, un popolo di arditi navigatori provenienti dal nord, i Vichinghi, invase diverse regioni costiere dell'Europa settentrionale, in particolare l'Inghilterra, l'Islanda e la Russia, dove costitui' un grande Stato centrale. Gruppi di Vichinghi, che furono chiamati Normanni dalle popolazioni locali, invasero ripetutamente la Francia debolmente difesa dai successori di Carlo, finche' riuscirono a ottenere la regione che da essi fu chiamata Normandia. Sotto la pressione delle invasioni e per superare la situazione di grave anarchia in cui il regime feudale stava gettando il paese, in Francia s'impose come re nel 987 Ugo Capeto, che diede vita alla prima stabile dinastia statale europea, quella dei Capetingi.

La lotta per le investiture
Mentre in Francia e in Germania si consolidava il potere regio, nel regno d'Italia continuavano aspre le lotte tra i feudatari per il possesso della corona. Tali contese favorirono le mire dell'energico re germanico Ottone I di Sassonia, che riusci' a riunire i due regni, fondando il nuovo Sacro Romano Impero Germanico. Ma ne' Ottone I ne' i suoi successori Ottone II e Ottone III poterono eliminare i gravi contrasti che avevano gia' portato alla dissoluzione dell'impero carolingio: i contrasti tra i grandi feudatari, il cui potere s'era consolidato ed esteso nel periodo dell'anarchia feudale. Per controllare meglio e feudi, non potendo eliminare la legge che li rendeva ereditari, gli imperatori di Sassonia li assegnarono agli ecclesiastici (i vescovi-conti) che non potevano avere eredi. Tale politica da un lato aumento' il potere del clero e dall'altro provoco' il conflitto tra le due massime potenze del Medioevo, Impero e Papato, che pretendevano entrambi il diritto di nominare i vescovi-conti. Il conflitto che prese il nome di "lotta per le investiture", giunse al suo culmine con Enrico IV, della dinastia di Franconia, e con il suo oppositore Gregorio VII. Privato dell'appoggio dei feudatari, Enrico dovette umiliarsi di fronte al papa, ma poi riprese la lotta e costrinse Gregorio ad abbandonare Roma. A questa prima fase della lotta tra Impero e Papato poneva fine nel 1122 il concordato di Worms, che stabiliva la separazione dei poteri assegnando quello religioso ai papi e quello politico egli imperatori.
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