|
Gli Arabi e l'Islam
Un popolo nomade e idolatra d'origine semitica, i beduini, abitava l'Arabia nel
VI secolo, vivendo di pastorizia. Il destino di questo popolo si trasformo'
quando Maometto ne guido' l'ascesa politica e religiosa. Questi due aspetti
sono collegati nel Corano, libro sacro dei Musulmani, che e' insieme una
raccolta di insegnamenti religiosi e civili e che prescrive la guerra santa
contro gli infedeli. Morto Maometto, sotto la guida dei califfi elettivi, gli
Arabi conquistarono Siria, Palestina, Egitto e Persia. Sotto gli Omaiadi
invasero poi la Spagna e cercarono di occupare la Francia, ma furono fermati a
Poitiers dall'esercito di Carlo Martello. Alcuni decenni dopo l'avvento della
dinastia degli Abbasidi (750) una grave crisi politica frantumo' in numerosi
califfati autonomi l'impero musulmano, che con la conquista della Sicilia,
della Sardegna e della Corsica raggiunse tuttavia nel IX secolo la sua massima
estensione. Gli Arabi crearono una fiorente civilta'. Lo sviluppo
dell'agricoltura e dei commerci che essi seppero imprimere nei paesi di
conquista, nonche' il grande movimento filosofico e artistico che essi seppero
suscitare fanno fede della funzione altamente positiva della civilta' araba.
Rapporti tra i paesi mediterranei e i grandi paesi asiatici
Mentre i paesi intorno al Mediterraneo erano teatro della fioritura della
civilta' di Grecia e di Roma e successivamente della decadenza del mondo antico
e dell'avvento di nuovi popoli (Germani, Arabi), nei piu' lontani paesi
orientali, e specialmente in India e in Cina, fiorivano forme di civilta' molto
elevate. Per lunghi secoli, tuttavia, i contatti tra quei remoti paesi
orientali e il mondo mediterraneo furono pressoche' inesistenti. Alessandro
Magno, giunto col suo esercito invasore ai confini dell'India, non aveva
affrontato quell'immenso territorio, e quindi ne aveva potuto riportare notizie
molto imprecise; ne' molto di piu' avevano potuto conoscere dell'India i
Romani, i quali avviarono invece, attorno al II-III sec. d.C., un traffico,
saltuario e irregolare, con la Cina per procurarsi la ricercatissima seta. I
primi contatti importanti, seppure ancora indiretti, tra le grandi civilta'
asiatiche e il mondo occidentale, si ebbero in realta' solo con l'avvento degli
Arabi. Con le carovane e le navi dei loro mercanti, costoro istituirono un
collegamento piu' stabile tra paesi che prima si ignoravano quasi
completamente, svolgendo quindi anche sotto questo aspetto un ruolo di grande
importanza storica.
LA CIVILTA' INDIANA
Gli inizi della civilta' indiana si possono far risalire all'incirca al 1500
a.C., quando, come sappiamo, si verifico' la migrazione delle popolazioni
indoeuropee originariamente abitanti nelle regioni a nord del Caucaso. Un
importante gruppo di Indoeuropei, quello degli ARII, si stabili' allora nella
pianura del Gange e da qui prese ad espandersi, nei secoli successivi, verso la
regione dell'odierna Delhi. Dediti all'agricoltura e all'allevamento del
bestiame, gli Arii avevano tecniche agricole, artigianali e militari (uso dei
carri da guerra trainati da cavalli) superiori a quelle degli antichi abitanti
del paese (Dravida), ai quali si imposero.
La societa' indiana si suddivideva rigorosamente in caste, cioe' in gruppi ai
quali si apparteneva per nascita e che si ritenevano di istituzione divina. Le
caste erano quattro, da quelle principali dei guerrieri e dei sacerdoti
(bramini) a quelle subordinate dei contadini e dei servi, mentre al di sotto di
questi ultimi si collocavano i paria, esclusi da ogni altra casta e costituenti
il piu' basso gradino della scala sociale.
La religione indiana, documentata da una serie di opere scritte nella lingua
sanscrita (famosi i libri Veda), si fondava sulla credenza in una serie di
divinita', che erano personificazioni delle forze e dei fenomeni naturali (il
fuoco, il sole, l'aurora, ecc.), e affermava la sopravvivenza dell'anima dopo
la morte e l'intima unione dell'individuo con l'universo.
Attorno al 500 a.C. fiori' in India la predicazione di GAUTAMA BUDDA
(l'illuminato), il quale diffuse una dottrina religiosa, che sosteneva la
necessita' di una prograssiva purificazione dell'uomo, dal dolore e dalla
miseria della vita materiale alla completa liberta' dello spirito (Nirvana).
Al III secolo a.C. risale la fondazione di un primo grande regno indiano
unificato, sotto il governo di ASOKA; in questa epoca il buddismo divenne la
religione ufficiale dell'impero e si diffuse anche a Ceylon e in Indocina.
La spartizione del regno, alla morte di Asoka, diede inizio a una lunga e grave
decadenza della civilta' indiana. Questa conobbe un nuovo periodo di splendore,
tra il IV e VI sec. d.C., con il regno dei GUPTA, sotto i quali si ebbe
un'intensa vita culturale (visse in questo periodo il grande poeta Kalidasa).
A partire dall'VIII sec. si inizio' l'espansione degli Arabi e l'affermazione,
in estese regioni indiane, dell'islamismo. MAHMUD IL GRANDE di Ghazna
(999-1030), sultano turco, effettuo' provenedo dal Turkestan violente scorrerie
e i suoi discendenti, i GAZNAVIDI, si impossessarono di quasi tutta l'India
settentrionale intensificando l'islamizzazione del paese.
LA CIVILTA' CINESE
Risalgono al 1500 a.C. le prime diffuse notizie storiche circa lo stabilirsi,
nelle immense regioni della Cina, di una fiorente civilta'. Tra il 1500 e il
1000 a.C. si affermo', nella regione dell'Honan, la DINASTIA SHANG, che fondo'
uno Stato feudale governato da un sovrano che aveva anche le funzioni di sommo
sacerdote. Sin da allora si ha testimonianza di una vita religiosa e culturale
molto intensa, favorita dall'uso di una scrittura ideografica (fondata cioe',
come quella degli Egizi, sul principio che a ciascun segno corrisponda un
significato completo). La religione cinese si fondava sulla credenza di un
principio supremo regolatore dell'universo (il cosidetto Tao). Si veneravano,
insieme al Tao, le forze dela natura e gli spiriti degli antenati. L'agricoltura
era fiorente e le tecniche assai progredite; si fabbricavano attrezzi ed armi in
bronzo e si conosceva il carro da guerra.
Nel VI secolo a.C. un grande pensatore religioso, LAO TSE, fondo' una dottrina,
il taoismo, esclusivamente basata sul Tao. Lao Tse sosteneva la superiorita'
della vita di meditazione su quella pratica e la necessita' che l'uomo
chiudendosi in se stesso si mettesse in comunicazione con il principio divino
dell'universo. Nel V secolo visse un altro grande pensatore, CONFUCIO (Kung
Fu-Tzu), il quale, piu' che il fondatore di una religione, fu un moralista e un
filosofo. La sua dottrina, il confucianesimo, mirava soprattutto ad educare gli
uomini ad una reciproca tolleranza e alla ricerca di una proficua armonia nei
rapporti sociali.
Durante questi secoli la Cina fu dominata dalla DINASTIA DEI CHOU, sotto cui
diminui' pero' il potere del sovrano e si ebbe la disgragazione dello Stato in
una serie di principati, con grave decadenza economica e continue guerre. Dal
221 al 206 a.C. fu al potere la DINASTIA CH'IN, che ripristino' lo Stato
unitario centralizzato e introdusse una rigida burocrazia (divisione del paese
in governatorati e prefetture). In questo periodo, per proteggere la capitale
Pechino dagli attacchi dei popoli nomadi, tra i quali gli Unni, provenienti dal
nord, fu costruita la Grande muraglia, della quale ancora restano rovine. Dal
206 a.C. al 220 d.C. si ebbe la DINASTIA DEGLI HAN. Abbiamo in questo periodo
l'avvio di rapporti commerciali con l'impero romano lungo la cosiddetta "strada
della seta", che consentiva alle carovane di raggiungere, attraverso l'Asia
centrale, il vicino Oriente.
Piu' tardi, mentre si diffondeva in Cina il buddismo, fu al potere la DINASTIA
TANG, sotto la quale la Cina raggiunse il massimo della sua potenza militare ed
economica e pote' espandersi in numerose regioni asiatiche. Ma diverse sconfitte
subite dagli Arabi ad occidente, e da altri popoli a sud, iniziarono
successivamente il declino della potenza cinese.
|
|
|
|