Modo convenzionale di indicare la successione delle rime di una strofa o, in generale, di un componimento poetico. Le rime dei versi più lunghi, in genere gli endecasillabi, si indicano con lettere maiuscole secondo l'ordine alfabetico, quelle dei versi più brevi con lettere minuscole: a lettera uguale, maiuscola o minuscola che sia, corrisponde rima uguale. Una rima interna (che cade cioè all'interno del verso) si indica con la lettera prevista, collocata fra parentesi quadre. Riprendiamo l'esempio riportato alla voce Canzone relativo a Chiare fresche e dolci acque del Petrarca. Lo schema indicato è il seguente: abC abC c deeDfF. Le lettere minuscole a, b, c, d, e, f indicano i versi settenari, le maiuscole CDF indicano gli endecasillabi: è chiaro che l'endecasillabo indicato con C rima con il settenario indicato con c.
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