Aggettivo che al principio del Duecento significava "nobile per nascita"; in tale senso era termine ufficiale negli Statuti cittadini. - Più tardi, con i poeti del dolce stil nuovo, assunse un significato particolare e pregnante, indicando, attribuito ai sostantivi donna, cuore, amore, una particolare nobilità propria dei poeti della scuola e delle donne cantate da essi, sostituendo, con maggiore energia e più sottile spiritualità, gli attributi propri della lirica provenzale, siciliana, toscana: alto, nobile, valoroso, e i sostantivi corrispondenti (altezza, nobiltà, valore, pregio, ecc.). - Già con il Petrarca il termine tende a perdere di Forza. - Lo stesso vale per il sostantivo gentilezza.
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