Termine con cui, dal verbo dettare (latino dictare: comporre), si designavano i compilatori di artes dictandi o artes dictaminis, cioè di opere che dessero precetti retorici. In alcune di queste artes, per esempio in quelle di Boncompagno di Signa (1165-1240 c.) gli insegnamenti retorici tradizionali per il latino vengono applicati anche al volgare, e si hanno così esempi di parlamenti (=discorsi pubblici) e di lettere in volgare.
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