Termine con cui si denominarono speciali componimenti composti durante il carnevale (carnesciale). Di solito erano nei metri della ballata, musicati, e s'immaginava che fossero cantati dalle maschere che sfilavano a piedi o su carri allegorici. Per lo più hanno un contenuto osceno e ricco di doppi sensi. Alcuni furono composti da scrittori d'arte, come Lorenzo il Magnifico, autore del capolavoro del genere (Quant'è bella giovinezza) o Niccolò Machiavelli, altri da scrittori poppolareggianti, di minore cultura. Erano spesso musicati sull'aria di laude famose, mentre altre volte le laude erano musicate o intonate su motivi di canti carnascialeschi.
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