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Componimento poetico composto di più strofe in numero indeterminato, tutte, in ogni canzone, eguali tra loro per struttura metrica e rime. Le strofe, dette anche stanze, sono seguite di solito alla fine della canzone, da una strofa più breve, detta congedo o commiato (anticamente anche tornada) nella quale il poeta si rivolge alla sua opera accomiatandosi da essa. - Sostanzialmente una sostanza consta di due parti: la fronte e la sìrima (anche sirma). La fronte può essere divisa in due parti dette volte; la fronte e la sirima sono poi generalmente concatenate fra loro per mezzo della ripresa, nel primo verso della sirima, della rima dell'ultimo verso della fronte: talvolta a collegare le due parti si inserisce tra fronte e sirima un verso detto chiave. Ad es. si veda lo schema metrico di una canzone del Petrarca (Chiare fresche ecc.): abC (primo piede), abC (secondo piede); c (chiave); deeDfF (sirima); il congedo ha la struttura AbB. - Questo tipo di canzone, che si trova già presso i poeti della scuola siciliana, ebbe la sua massima compiutezza formale nel Petrarca, e perciò è detta di solito petrarchesca. - Più tardi se ne ebbero anche altre varietà. - Un tipo particolare è la canzone sestina o sestina.
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