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Componimento poetico, destinato in origine ad essere cantato e danzato. Si trova già costituito in forme regolari nella seconda metà del Duecento. - Di solito la ballata è composta di endecasillabi o settenari soli, qualche volta di endecasillabi misti a settenari. Consta di un numero indeterminato di strove dette stanze, tutte della medesima struttura, preceduto da una strofa più breve detta ripresa, perché ripetuta alla fine di ogni stanza. - La ballata era detta grande, se la ripresa aveva quattro versi, messana se ne aveva tre, minore se due, piccola se un endecasillabo, minima se un settenario, stravagante se cinque versi. - Ogni stanza, come nella canzone, consta di due mutazioni o piedi eguali tra loro per metro e rime, e di una volta avente la stessa struttura metrica della ripresa, e il cui ultimo verso rima con l'ultimo della ripresa. - Per molto tempo il metro della ballata venne adottato anche dalla lauda, e più tardi dal canto carnascialesco
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